I GRIFONI DI ASCOLI SATRIANO

I GRIFONI DI ASCOLI SATRIANO



Chi ha già avuto la fortuna di ammirare i Grifoni di Ascoli Satriano nel padiglione Italia dell’Expo milanese del 2015, probabilmente non immagina la vita avventurosa di questa strana coppia di grifi alati, sontuosi e regali, datati al IV secolo a.C.




Ora che sono di nuovo nella loro casa ad Ascoli Satriano (Fg), all’interno del Museo Civico ospitato nel complesso monumentale di Santa Maria del Popolo, all’interno di una sala buia dove la poca luce fa emergere i soli marmi pregiati che la abitano, la forza e l’eleganza di questa scena, che in sé è una scena di violenza, trattandosi di due grifoni che uccidono una cerva, sono pronte a vivere anche un pò di rendita dopo aver solleticato la curiosità e suscitato la meraviglia, e soprattutto dopo essere state oggetto di un trafugamento negli anni Settanta, a seguito di una illecita vendita al Getty Museum di Malibù e di un doveroso recupero nel 2007 da parte di Carabinieri e Guardia di Finanza.

I Grifoni, realizzati in prezioso marmo dell’Anatolia (e precisamente di Afrodisia, in Caria, nell’attuale Turchia) fanno parte di un insieme noto come “marmi di Ascoli Satriano“, proveniente dal corredo di una tomba a camera dell’élite principesca dauna, e costituivano il sostegno per una mensa utilizzata come tavola per offerte rituali.

I gRIFONI DI aSCOLI sATRIANO

La Daunia, di cui Ascoli Satriano faceva parte, coincideva grosso modo con l’attuale provincia di Foggia al tempo in cui vi si stabilì una popolazione di origini illirica governata dal re Dauno che diede impulso e forma a numerosi centri urbani (Monte Saraceno sul Gargano, Salapia, poco a sud delle attuali saline di Margherita di Savoia) e allo sviluppo di alcune splendide forme artistiche.

Uno splendore che spesso fu lusso: basta guardare i corredi funerari ritrovati sulla collina del Serpente (oggi Parco Archeologico) dove sorgeva un importante insediamento. Contenitori in vetro per balsami e profumi, vasi e anfore in ceramica o marmo, gioielli d’oro, d’argento e di bronzo, raccolti in una esposizione permanente intitolata significatamente Lo Speco Necessario.


I gRIFONI DI aSCOLI sATRIANO





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Questo viaggio in Puglia non è un viaggio, ma tanti, tanti, viaggi“.
(Cesare Brandi – Pellegrino di Puglia)











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