DA SELVAGGIO WEST A PATRIMONIO DELL’UMANITA’: LA TRANSUMANZA DI CARMELINA COLANTUONO



Il comitato del patrimonio mondiale dell’Unesco, riunitosi mercoledì scorso a Bogotà, in Colombia, ha proclamato l’antica pratica della transumanza Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

La candidatura del «movimento stagionale del bestiame lungo gli antichi tratturi nel Mediterraneo e nelle Alpi» era stata avanzata nel marzo 2018 dall’Italia come capofila insieme alla Grecia e all’Austria, e coordinata — a livello internazionale — dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali con il coinvolgimento diretto delle comunità italiane delle Regioni di Puglia, Basilicata, Campania, Molise, Lazio, Abruzzo, Lombardia e alle province di Trento e Bolzano.



In Italia, il riconoscimento riguarda sopratutto alcune emblematiche località indicate nel dossier come luoghi simbolo della transumanza, tra cui i comuni di Amatrice (Rieti), Frosolone (Isernia), Pescocostanzo, L’Aquila e Anversa degli Abruzzi (in Abruzzo), Lacedonia (Campania), San Marco in Lamis e Foggia (in Puglia), insieme ad alcuni territori della Lombardia, della Val Senales in Trentino Alto-Adige, e della Basilicata.


Una volta appresa la notizia di questo importante riconoscimento, attesa ormai da molti anni da noi del B&B La Casa Pugliese (sono infatti innumerevoli i riferimenti culturali che tra le nostre mura rimandano a questa antica pratica), non possiamo non rendere un piccolo omaggio fotografico alla donna che più di altri si è spesa per questo prestigioso traguardo, tanto da diventarne la principale artefice. Si tratta di Carmelina Colantuono, ultima erede di una storica famiglia di pastori transumanti vissuti da sempre tra Acquevive di Frosolone (IS) e San Marco in Lamis in provincia di Foggia, che ancora oggi, con orgogliosa fierezza, guida le sue trecento mucche lungo i tratturi della transumanza, occupando uno spazio da sempre ricondotto in questa antica pratica “al maschio di casa“. 

Se tutto questo dovesse sembrarvi già tanto, é semplicemente perché non avete mai assaggiato uno dei suoi famosissimi Caciocavalli.




Le foto di Carmelina, e di tutto il mondo che la circonda, sono accomapagnate da alcuni versi del poeta Franco Arminio dedicati proprio alla Transumanza.

Complimenti Carmelina!!!





non c’erano
tutte queste case
non c’erano cancelli,
l’erba cresceva
ovunque,
anche dentro di noi.
nel cielo
una mattina
una grande rondine,
le sue ali
come le corna
di una vacca
in volo.



svegliarsi nella paglia dopo aver sognato
la casa fresca di buon mattino,
spazzata appena con rami di rosmarino.



le donne restavano a casa. è triste camminare
in mezzo al mondo senza di loro.



si scendeva verso la pianura
e la pianura non veniva mai.
i monti partorivano altri monti.


 


da lontano le vacche erano vacche
e gli uomini farfalle.


 


andare e poi tornare.
questo è il nostro mestiere: cucire una terra
all’altra col filo del fiato.























 

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