CARTELLATE: LA MAGIA DELL’ULTIMO TOCCO


La vera cucina tradizionale, fatta come un tempo, è uno dei tanti miti del popolo italiano (e dei pugliesi in modo particolare…), ecco perché, appena ci è possibile, tramandiamo in ogni casa le ricette di vecchi quaderni e di polpette della nonna.


In alcuni casi, però, la ricerca della versione filologicamente corretta, da replicare fedelmente come verità storica, finisce per scontrarsi con i nuovi stili di vita e con sapori considerati oggi troppo intensi e ancestrali. Tutto questo, ovviamente, produce un solo risultato: se ci si ferma alla sola filologia, anche il miglior piatto tradizionale finisce per essere dimenticato negli armadi.


Ciò però non accade quando la tradizione viene lasciata libera di vivere per strada, nei mercati e nelle conversazioni fra amici, dove, occasionalmente, si trasmettano importanti segreti di quelli che «non si trovano nei libri», legati soprattutto alle esperienze di vita personale. 


Tuttavia, va detto che questo particolare processo creativo è utile solo nel caso in cui, tale “segreto“, migliora o addirittura rinnova la tradizione, altrimenti è meglio abbandonare l’idea. Nella “rivisitazione“, infatti, non può assolutamente mancare il ricordo sensoriale e di memoria, ma anche olfattivo del piatto originale. La nuova proposta deve, a nostro modesto avviso, una volta aggiunta la propria esperienza individuale (inutile citare Lévi-Strauss), ricordare sempre i sapori che si sono gustati in passato. 



E’ questo il caso delle Cartellate che in questi giorni, tra le altre cose, serviamo a colazione sulla tavola del nostro B&B La Casa Pugliese, frutto, queste ultime, di una giornata indimenticabile trascorsa al mercato con i nostri cari amici Annamaria e Donato.

Qui, alla popolare “Cartellata foggiana”, che consiste in una versione condita con mosto cotto, scaglie di cioccolato, mandorle tostate e confettini colorati, abbiamo sostituito gli ingredienti utilizzando: mandorle, pistacchi e pinoli tostati, scorzetta d’arancia biologica del Gargano e mosto cotto.  



Così facendo, utilizzando dei prodotti simbolo della storia gastronomica di tutto il mediterraneo, non abbiamo fatto altro che raccontare una storia personale, e al tempo stesso collettiva, con un tocco di autentica personalità. 


Perché non ci raccontate anche della vostra versione???












 

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