LA VIA GARGANICA DEI PAGLIAI




A guardare da quassù, con il timo selvatico alle narici e l’afrore di pecora, lo sguardo può toccare tutto ciò che vede.



Infatti, gironzolando su questo gregge di pietre bianche lasciate qui dalle varie ere interglaciali, che ancora oggi compongono l’unico suolo possibile per questa parte di promontorio garganico che si affaccia verso la grande pianura del Tavoliere, sembra davvero di poter toccare il cielo.


Quassù, la poesia non è affatto un genere letterario, ma uno sguardo che invita a vivere e ad aprire la mente.



Tra queste secolari piante di ulivi, mandorli e ginestre splendidamente pettinate dal vento, regna ancora la luce di quella sacralità pastorale, ben sottolineata dallo sguardo torvo del pastore che da lontano controlla ogni nostro minimo movimento.



Quella appena citata, è una luce che ancora oggi non smette di esistere, grazie anche alle innumerevoli opere murarie realizzate in pietra locale e contraddistinte, come appare chiaro, da una forte impronta arcaica di funzionalità essenziale e da una laconica semplicità.



Tra tutti i vari manufatti presenti, a rapire il nostro sguardo sono i cosiddetti “pagliai”, le piccole casette di pietra che per secoli hanno fornito ai pastori garganici riparo dalle inclemenze delle stagioni, ma soprattutto dal sole che avvampa questi luoghi durate le stagioni estive.



Si tratta di “casette” di suggestiva bellezza, realizzate adoperando una architettura elementarmente semplice, austera e quasi dismessa, ma sempre di decorosa sobrietà, com’è sobria e concreta la gente che ancora oggi le infonde respiro di saggezza popolare e di quotidiana vitalità.


Alla fine, sembra davvero contar poco, per questo sparuto gruppo di pastori, assoggettarsi ancora ad una vita di quotidiana fatica e di continui spostamenti, se tutto questo poi significa poter vivere ciò che abbiamo e ciò che siamo.



Dopo queste brevi riflessioni, una volta imboccata la strada del ritorno a casa, ci accorgiamo che la vista, da quassù, è un continuo invito ad andare incontro alle cose del mondo, senza nessuna paura.










 

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