LA QUOTIDIANA BELLEZZA DEL MERCATO “ROSATI” DI FOGGIA




Per tutti è semplicemente il “Rosati”, dal nome della via lungo la quale vengono apparecchiate le bancarelle con le merci in vendita: si tratta del più antico mercato rionale della città di Foggia, in Puglia.


Mercato Rosati di Foggia, i pomodori da serbo

Mercato Rosati di Foggia, le patate novelle di Margherita di Savoia (Bat)

Mercato Rosati di Foggia, i peperoncini piccanti

Mercato Rosati di Foggia

Mercato Rosati di Foggia, l’aglio coltivato localmente

E’ un mercato popolare per antonomasia. Ogni mattina i prodotti preparati o raccolti da piccoli contadini, erbivendoli, pastori e pescatori, vengono venduti a prezzi bassi, che si riducono ancora nelle ore più tarde del mattino.

I prodotti sono sempre freschissimi, di provenienza locale ed appena raccolti, lavorati o pescati, fra i più autentici della tanto variegata gastronomia locale.


Mercato Rosati di Foggia, i carciofi violetti locali

Mercato Rosati di Foggia, l’amato limone “Femminiello” del Gargano

Mercato Rosati di Foggia, i “Caparroni” di Manfredonia (i Murici)

Mercato Rosati di foggia, le locali patate di Zapponeta

La storia dei mercati foggiani risale al XIII secolo, quando il Puer Apuliae, Federico II di Svevia, scelse la città di Foggia come sua residenza invernale privilegiata, spostandovi per lunghi periodi dell’anno la corte imperiale. 

L’imperatore cacciava nei boschi circostanti la città con i suoi amati falchi e proprio l’estesa superficie boschiva dell’epoca impediva il rifornimento di prodotti agricoli coltivati in loco.

Cominciò quindi a svilupparsi, su costante richiesta della tavola imperiale, la raccolta di funghi ed erbe spontanee selvatiche, tra le quali – Borragine, Marasciuoli (senape selvatica), Finocchietti, Cicorielle, Caccialepri, Crispigni,“Cardoncelli” – tutte molto apprezzate dall’Imperatore, al cui gusto si deve infatti una delle preparazioni più caratteristiche di questa terra, le “fogliammiske”: una mescolanza di erbe spontanee cotte, molto spesso, assieme alla cotenna di maiale.


Mercato Rosati di Foggia, i tradizionali “Cardoncelli” selvatici

Mercato Rosati di Foggia, i “Marasciuoli”

Mercato Rosati di Foggia, la Cicoria di campo

Mercato Rosati di Foggia, i Topinambur, di cui la provincia di Foggia è leader nella coltivazione 

Mercato Rosati di Foggia, i Lampascioni

A quei tempi i raccoglitori di erbe spontanee si recavano ogni mattina dinnanzi agli spazi destinati alla pulizia delle verdure e svuotavano a terra il contenuto della propria raccolta, ottenendo in cambio il dovuto per il lavoro svolto.

Il rituale si ripete ancora oggi al Rosati: il produttore, raccoglitore o pescatore, sversa il prodotto del suo lavoro dai contenitori usati per il trasporto sui banchi del mercato, ed attende il suo soldo.


Mercato Rosati di Foggia, uno dei tanti banchi dedicati al pescato locale 

Mercato Rosati di Foggia, l’aringa affumicata

Il passato riemerge continuamente da un banco all’altro del mercato. Dalle verdure al pescato locale, dal pesce azzurro alle Anguille di Lesina che, Federico II, ordinava cosi il 28 maggio del 1240 a tale Riccardo Pucaro della Curia di Foggia: “Alla tua fedeltà ordiniamo che a Berardo cuoco della nostra cucina, tu faccia pervenire dei buoni pesci di Lesina ed altri dei migliori che si possano trovare affinché egli ne faccia per noi askipeciam…”, ovverol’attuale Scapece. Quella più apprezzata dall’Imperatore era composta da pesci azzurri ed anguille di Lesina, tagliate in pezzi di 6-8 centimetri, infarinati e fritti, quindi conservati sott’aceto in botti di legno. 


Mercato Rosati di Foggia, l’anguilla di Lesina (Fg)

Mercato Rosati di Foggia, i banchi del pescato locale

Mercato Rosati di Foggia, le seppie fresche

Mercato Rosati di Foggia

Mercato Rosati di Foggia, i tranci di Baccalà

Mercato Rosati di Foggia, il banco dei pesci

Mercato Rosati di Foggia

Mercato Rosati di Foggia, gli enormi lumaconi di mare

Foggia divenne in breve il punto di arrivo di merci da tutto il regno, di “buoni prosciutti” d’Abruzzo, di barili di vino e forme di cacio dalla Sicilia, montoni e bacche dalla Calabria. Allo stesso tempo, Federico II diede inizio all’allevamento di polli, anatre e oche, ed impiantò nuovi oliveti introducendo  la varietà  Ogliarola  proveniente dalla Sicilia.


Mercato Rosati di Foggia, il banco dei formaggi

Mercato Rosati di Foggia, gli sponsali

Mercato Rosati di Foggia

Questo ed altro ancora si respira tra i banchi del Rosati, profumi, prodotti e gesti, giunti sino a noi da molto lontano.




 

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