DALLA GUERRA ALL’AMORE. GLI ANNI DI JOSEPH BEUYS A FOGGIA




di Gianni Ferramosca


Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che quel giovane aviatore tedesco della Luftwaffe, assegnato ad uno dei ventidue aeroporti militari presenti a Foggia durante la seconda guerra mondiale, sarebbe poi diventato uno degli artisti più famosi del xx secolo.


L'avitore Joseph Beuys
L’avitore Joseph Beuys

Nemmeno lui stesso, credo – perso nel fragore della guerra – immaginava la sua vita oltre i pochi giorni a venire. Certo è che il rapporto tra Beuys e Foggia non si interruppe mai. Il genio Tedesco sosteneva che: “Die Leute sind ganz prima in Foggia” (“La gente è meravigliosa a Foggia”).


L'opera "Die Leute sind ganz prima in Foggia" di Joseph Beuys
L’opera “Die Leute sind ganz prima in Foggia” di Joseph Beuys

Quella gente gentile ed accogliente, come lo stesso paesaggio mite, che a lui sembrò in un certo senso preistorico perché non industrializzato, fu  vissuto da Beuys come un antidoto alla crudeltà e all’insensatezza della guerra, come opposto alla distruzione, come una base per l’atto creativo, che per Beuys era uguale all’amore.


Joseph Beuys

Joseph Beuys era ben conscio di trovarsi a Foggia per una guerra, una esperienza che di li a poco l’avrebbe cambiato per sempre, sino al punto di diventare uno dei più attivi pacifisti d’Europa. Di qui la voglia di ricambiare con dei gesti di affetto, di riconoscenza, verso il popolo che aveva imparato a conoscere durante i numerosi sopralluoghi effettuati in città e sul Gargano, durante i quali sovente gli veniva offerto di sedersi ad una delle tante tavole contadine del territorio.

Pochi giorni fa, presso il mercato rionale di Via Luigi Pinto, qui a Foggia, mi sono imbattuto al banco del baccalà, in una sua foto. In un attimo, la storia di questo artista straordinario ha attraversato la mia mente,  ho ripensato alle molte ricette con il baccalà che fanno riferimento a lui, qui in città.


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Mercato rionale L. Pinto, Foggia
Banco del baccalà al Mercato Rionale Luigi Pinto di Foggia

Beuys, aveva cucinato alcune volte a Foggia, soprattutto il baccalà, si, perché oltre ad essere un artista, era anche un uomo che amava profondamente preparare cibi e vivere nella semplicità. 

Beuys preparava cibi piccanti e speziati, ricchi di aglio, cipolla, rosmarino, ingredienti scelti per la loro funzione purificante e rinnovatrice.

Egli proponeva una cucina sobria che al contempo riassumeva la sua arte culinaria naif, dove il nutrimento sano veniva vivificato da un gustoso sapore e dalla sua personale creatività. 


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Anche nella cucina, Beuys dimostrava il proprio interesse per l’uomo e per l’antropologia, per le tradizioni e le memorie, personali e collettive. “Non si conserva un ricordo, ma si ricostruisce”, amava dire l’artista.

Le sue ricette sono condensati di momenti di vita, di luoghi e di ricordi, come quella dello stoccafisso che lasciava in ammollo per molti giorni sotto la pioggia, nel suo vecchio catino, affinché prendesse un sapore più dolce e naturale.


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Dovette sembrare una rivoluzione a gli occhi dei foggiani quella dell’acqua piovana, ché sino a quel momento avevano sempre usato la calce per “ammollare” lo staccafisso, di questo, se ne dovette convincere lo stesso Beuys.

Nonostante tutto, a causa di quella guerra, Foggia, la città che aveva cominciato ad amare, fu totalmente distrutta dai bombardamenti alleati, proprio a causa dei numerosi insediamenti Tedeschi.


i bombardamenti sulla città di Foggia
I bombardamenti sulla città di Foggia

L’artista ne rimase terribilmente sconvolto, tanto che una volta diventato famoso, ritornò numerose volte, anche per omaggiare la città di una buona parte delle sue opere per un istituendo museo.

Le opere furono rifiutate ripetutamente dagli amministratori locali dell’epoca, per mancanza di uno spazio che potesse accogliere cosi tanti lavori… (?)

Nonostante questo, il legame tra Foggia e Beuys non s’interruppe mai, pochi anni fa il critico d’arte Guido Pensato organizzò una mostra tutta dedicata a Joseph Beuys intitolata “De-natura”. Per tutta la durata della rassegna, venne preparato, per essere offerto in assaggio ai visitatori, lo “Stoccafisso alla Veertese” (con il pesce lasciato a dissalare sotto la pioggia e poi cotto con alloro, cipolle e vino), secondo la ricetta di Beuys.

Attratti dal profumo di quella pietanza, i cittadini di Foggia, resero omaggio all’artista che non li aveva mai dimenticati.

Prima della sua morte, Beuys, fece arrivare in Germania, dove viveva, del grassello (una sorta di calce prodotta proprio a Foggia), per rivestire di quel materiale la sua casa-laboratorio, ed in quell’occasione ancora una volta disse: “Emotivamente ho molto amato Foggia, è il luogo che ricordo di più nella mia vita”.


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Tutte le ricette “naif” di Joseph Beuys sono pubblicate in un volume meraviglioso: “The art of cooking”, edizioni Charta, un libro che ci restituisce un Beuys inedito, contadino e cuciniere, genio e curatore di una società un po distratta nei confronti della natura che ci ospita.


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